Green Public Procurement

Descrizione

Il Green Public Procurement è una politica comunitaria volta a promuovere, nell’ambito della Pubblica Amministrazione, tutte quelle attività amministrative che comportano un risparmio economico e contemporaneamente un benificio ambientale.

Nelle procedure di acquisto della Pubblica Amministrazione, il Green Public Procurement è il mezzo con cui poter scegliere quei prodotti e servizi che hanno un minore, ovvero un ridotto, effetto sulla salute umana e sull’ambiente rispetto ad altri prodotti e servizi utilizzati allo stesso scopo.

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A chi si rivolge

La pubblica amministrazione, per attenersi alle norme previste dalla legge e individuare fornitori con i requisiti ambientali richiesti, potrà orientarsi verso coloro che abbiano certificazioni ambientali o energetiche. Tra queste, le più diffuse sono l’Ecolabel europeo, i marchi dell’agricoltura biologica, la Dap (Dichiarazione Ambientale di Prodotto) e certificazioni ambientali quali EMAS o ISO 14001.

Il Green Public Procurement è uno strumento adottato per mettere in atto strategie di sviluppo sostenibile. In Italia l’11 aprile 2008 è stato recepito il “Piano D’Azione Nazionale per il GPP” firmando il Decreto InterMinisteriale n. 135, che ha l’obiettivo di dare la più ampia diffusione di questo strumento presso le Amministrazioni Pubbliche italiane, attraverso linee guida applicative sui criteri di sostenibilità ed efficienza energetica.

Sulla base del decreto, infatti, saranno emanati provvedimenti attuativi con i criteri ambientali ai quali la Pubblica Amministrazione si atterrà nelle spese. I criteri saranno introdotti nelle gare di appalto per la fornitura di beni e servizi, nelle quali saranno considerati i seguenti elementi:

  • presenza di fonti energetiche rinnovabili;
  • prodotti che consentono minore produzione di rifiuti;
  • prodotti a risparmio energetico;
  • ricorso a materiali riciclati e certificati (PEFC o equivalenti).